|
|
Invito allo scavo I campi estivi a Venezia nell’isola del Lazzaretto Nuovo
di Federica Varosio
Spesso, in prossimità dell’estate, quando si tratta di decidere dove trascorrere le vacanze, può venire in mente di dedicare parte del nostro tempo a fare qualcosa di utile o di imparare qualcosa di nuovo. Così è successo anche a me: alcuni anni fa studentessa universitaria (oggi laureata) in Conservazione di Beni Archeologici, Architettonici e dell’Ambiente, alla ricerca di un turismo “alternativo”, più culturale e più vero, mi sono imbattuta nei campi archeologici condotti sull’Isola del Lazzaretto Nuovo a Venezia dall’Archeoclub, e ho deciso di provare un’esperienza diversa. Fatto il borsone sono partita alla volta della città lagunare, forse in parte anche attirata dal misterioso fascino della città stessa.
Dopo un breve tragitto in vaporetto con altre persone che hanno fatto tutte la stessa scelta, si scopre che ci si appresta a vivere, per una decina di giorni, come unici abitanti di un’isola poco lontano dalla città di Venezia, nella tranquillità della laguna. Se all’inizio si è un po’ spaesati e impacciati nel condividere con altri camere, pranzi e cene, ben presto ci si rende conto dell’opportunità che ci si presenta nel poter far parte di un progetto culturale e, perché no, di apprendere un mestiere forse un po’ inconsueto, e, soprattutto, di stringere rapporti con persone provenienti da tutta Italia e spesso anche da altri paesi europei, ognuno con le proprie esperienze e la propria storia da raccontare.
In breve la macchina del campo di lavoro si mette in moto... e la vita di tutti i giorni sembra lontana mille anni luce!All’inizio, tanto per conoscersi, non c’è niente di meglio di una breve passeggiata tra le strutture storiche di un’isola che nel corso dei secoli ha visto avvicendarsi sulla sua superficie e nelle sue acque un’enorme quantità di persone diverse: monaci, marinai e mercanti, medici e soldati. Sì, proprio così, perché mentre ci si aggira tra le tracce di una piccola chiesetta medievale, che risale al periodo in cui i frati popolavano l’isola, si scopre che, per gran parte della sua storia, l’isola è stata destinata ad ospitare i marinai delle grandi galere veneziane di ritorno dai commerci con l’oriente e sospettati di essere ammalati di peste; e osservando tutte le strutture innalzate per ospitare i mercanti e le loro merci, non si può fare a meno di notare i segni evidenti dei momenti in cui l’isola è diventata poi polveriera, caserma e fortificazione militare, all’interno della quale si sono avvicendati soldati francesi prima, austriaci poi e italiani in ultimo.
L’entusiasmo iniziale viene subito raffreddato quando si viene a sapere che questo immenso serbatoio di informazioni storiche e sociali, per molti anni ha visto lo spettro dell’abbandono e della razzia indiscriminata! Ma niente paura, in fondo siamo qui per questo, per riportare alla luce, grazie al nostro lavoro, le testimonianze di un passato che non è scomparso definitivamente, ma che si trova sigillato sotto un non troppo spesso strato di terra. Piccone alla mano, e via …

I campi scuola di archeologia al Lazzaretto Nuovo sono una formula a metà tra apprendimento e lavoro: la vita al campo si svolge quindi alternando l’impegno archeologico strettamente pratico a lezioni di base sulle tecniche e sull’utilizzo dei principali strumenti di scavo e, soprattutto, sulla classificazione dei principali reperti che emergono, giorno dopo giorno, dallo scavo stesso, quindi ceramica, vetro, monete, ossa di animali, ecc. Sono inoltre previste delle gite in laguna, a Torcello, a Murano e ovviamente a Venezia, sia a carattere archeologico, sia per relax vero e proprio.
Il campo archeologico si inserisce, quindi, in un progetto più ampio di rinascita e valorizzazione culturale di un’isola che, come tante in laguna, ha subito anni di abbandono ma che, grazie all’attività di volontariato di una gran quantità di persone, ha avuto la fortuna di diventare sede di attività di ricerca storica e scientifica.
Buon lavoro a tutti e ci vediamo al Lazzaretto Nuovo!
Campi archeologici
Archivio Campi
|